La luna e i falo'

Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra, c'è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti
Cesare Pavese 1949



lunedì 25 gennaio 2016

P.P.Pasolini: Il Vangelo secondo Matteo

È forse il più bel film di Pasolini, uno dei più bei film in assoluto.
Il Vangelo secondo Matteo è un'opera unica; il suo valore va al di là dell'universo cinematografico. Pier Paolo Pasolini, non era solo regista ma anche teorico del cinema. Catalogava i film come la letteratura, dividendoli tra opere di prosa e opere di poesia. Come in letteratura, il linguaggio cinematografico può, attraverso un linguaggio specifico alle immagini raccontare o evocare.
I personaggi entrano, dicono o fanno qualcosa, e poi escono, lasciando di nuovo il quadro nella sua pura, assoluta significazione di quadro: cui succede un altro quadro analogo, dove poi i personaggi entrano ecc. ecc. Sicché il mondo si presenta come regolato da un mito di pura bellezza pittorica, che i personaggi invadono, è vero, ma adattando se stessi alle regole di quella bellezza, anziché sconsacrarle con la loro presenza.*
Il Vangelo secondo Matteo appartiene certamente alla categoria della poesia più intensa e ricca di implicazioni e nello stesso tempo più semplice e umana. Un film unico, proiettato nelle stesse sale che avevano visto passare i grandi peplum americani con decori e personaggi di cartapesta e che d'un tratto apparvero artificiali fino al ridicolo.
Pasolini aveva cercato in Palestina i luoghi della sua storia ma il Medio Oriente del XX secolo non era più quello di duemila anni prima. Decise quindi di ritrovare un mondo che, per analogia, potesse ricreare quello scomparso; lo vide nell'Italia meridionale. E così i Sassi di Matera diventeranno Gerusalemme e i volti dei paesani lucani e calabresi, gli umili e offesi, i personaggi della storia raccontata da Matteo.
Gesù di Nazareth doveva, nel suo progetto, avere il volto di un poeta e egli aveva pensato a Evtusenko, Ginsberg o Kerouac. Poi, quasi per caso conobbe Erique Irazoqui. Il giovane catalano era responsabile di un sindacato studentesco clandestino e si trovava in Italia alla ricerca di appoggi per la lotta antifranchista. Incontrò Pasolini per parlargli della sua causa e si ritrovò a vestire i panni del Cristo.
«Io non credo che Gesù sia figlio di Dio, perché non sono un credente, almeno nella coscienza. Penso invece che la figura di Cristo dovrebbe avere la stessa violenza di una resistenza: qualcosa che contraddica radicalmente la vita come si sta configurando all’uomo moderno, la sua grigia orgia di cinismo, ironia, brutalità pratica, compromesso, conformismo»
Il Vangelo secondo Matteo è un film di volti e di sguardi, silenzi e musica. Le frasi, le singole parole si levano da questo sfondo e emergono con una forza inusuale.
A più di cinquant'anni dalla sua realizzazione, è un film indelebilmente attuale.
*P.P.Pasolini: Empirismo eretico Garzanti 1972
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