La luna e i falo'

Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra, c'è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti
Cesare Pavese 1949



lunedì 2 maggio 2016

Colline dell'Umbria: da Valletamantina a Collemancio

Siamo tornati sulle colline di Bevagna. Ormai conosciamo bene la Valletamantina dove siamo sempre accolti a braccia aperte. Nel mese di aprile approfittiamo di una settimana di belle giornate di sole. Le fioriture colorano i prati e negli uliveti ci si attiva per la potatura.
Ci incamminiamo per un'escursione a Collemancio che fu comune autonomo fino al 1870 quando divenne una frazione di Cannara che si trova più in basso nelle piana. Collemancio è in bella posizione, situato su un colle a settentrione dei monti Martani a circa 500 metri di altitudine. I boschi occupano una parte del territorio mentre la zona intorno al paese è coltivata soprattutto con uliveti. Il borgo ha una settantina di abitanti, soprattutto agricoltori e pensionati.
Su un colle vicino al paese era un'antica città romana: Urvinum Hortense e i resti, soprattutto le massicce mura, sono ancora visibili anche se in parte circoscritti in un'area di scavi recintata nella quale lavorano gli archeologi. Nell'antichità la valle sottostante, tra queste colline e Assisi, era un grande lago e Urvinum Hortense si trovava in una posizione strategica eccezionale che permetteva di controllare un'ampia zona di territorio anche verso la valle del Tevere. Furono i Romani, in epoca repubblicana a intraprendere l'opera di prosciugamento del lago. Poco a poco Collemancio perse la sua importanza a favore del borgo di Cannara, situato nel fondovalle. Attualmente è nel museo di Cannara che si trovano tutti i reperti trovati durante le campagne di scavi.
La partenza per questa escursione si fa poco lontano da un altro antico borgo: Castelbuono, oggi frazione di Bevagna, e del quale abbiamo già parlato altrove.
Saliamo, lasciandoci alle spalle la valle Umbra, verso la cresta della collina lungo una ripida strada bianca che si trasforma poi in sentiero. Arrivati sull'alto del colle, ci fermiamo per prendere fiato e per approfittare del magnifico panorama che spazia tra Spoleto e Perugia.
In lontananza Santa Maria degli Angeli e la Basilica di San Francesco a Assisi
Da qui il percorso si fa più tranquillo, prima scendendo con un ampia curva che ci dirige verso nord, poi continuando con dolci saliscendi tra prati e boschi.
Camminiamo in effetti, non su un sentiero ma su una strada provinciale, la 412 che però, essendo interrotta in direzione di Pomonte è tranquilla come un sentiero di montagna.
Qua e là qualche casa con contadini al lavoro, soprattutto attorno agli ulivi.
Collemancio appare all'orizzonte sul suo colle fin dall'inizio della strada, poi lo perdiamo di vista, fino all'ultima curva.

All'ingresso del paese è il massiccio castello del X secolo che protegge il borgo fortificato, poi due vie si allungano sul colle, riunendosi dalla parte opposta.
Facciamo una passeggiata tra le viuzze del paesino.
Sembra un paesaggio da cartolina. Incontriamo qualcuno dei rari abitanti, sorridenti e cortesi.
Dopo essere usciti dal borgo saliamo sul colle vicino sove si trovava l'antica città romana.
Una strana pensilina di autobus sembra sia stata riconvertita in cappella votiva.






Sul colle, in magnifica posizione, le grandi pietre squadrate delle antiche mura. Sono vestigia che a prima vista non hanno nulla di artistico ma che sembrano racchiudere e raccontare una storia millenaria.
Torniamo sui nostri passi e riprendiamo la provinciale 412 in senso inverso.
Limigiano
Sulla sinistra, più in basso, appare il paese di Limigiano, altra frazione di Bevagna. Decidiamo di dirigerci verso quel borgo prendendo una mulattiera che sembra andare in quella direzione.
Ben presto la via si trasforma in sentiero, continuando a scendere verso la valle. Davanti ad una casa isolata chiediamo informazioni sul cammino ad una signora seduta nel giardino.
Ci assicura senza esitazione che Limigiano è in fondo alla strada... solo che dopo qualche centinaio di metri la stessa strada si perde in un uliveto. Continuiamo in direzione del paese che è sempre visibile sull'altra costa del vallone.
Dopo un percorso scelto a naso ritroviamo un sentiero che ci porta fino alle prime case. Da qui, dopo aver attraversato il borgo risaliamo in direzione di Castelbuono, attraversando per un tratto il parco delle sculture.

2 commenti:

  1. Davvero incantevoli, questi scorci! Mi ricordano molto la bella Irpinia in cui vivo.

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