La luna e i falo'

Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra, c'è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti
Cesare Pavese 1949



sabato 1 aprile 2017

Arras, Francia del nord

Arras, nel dipartimento francese del Passo di Calais, nel nord della Francia. In passato famosa per le sue tappezzerie, tanto d'aver ispirato alla lingua italiana la parola arazzo. È una delle città della Francia con il più alto numero di edifici classificati come monumenti storici. La prima guerra mondiale provocò moltissimi danni ma il centro della città fu ricostriuito identico a quello quasi interamente distrutto.
La città è relativamente piccola, con i suoi quarantamila abitanti è la terza del dipartimento dopo Calais et Boulogne, ma è certamente la più attraente e piacevole.
L'antica capitale dell'Artois si distingue per le case e i palazzi del centro, tutti in pietra e mattoni rossi. Inconfondibile è lo stile barocco delle due piazze principali, la Grand Place e la Place aux Héros che, con le altre vie del centro, formano un notevole insieme architettonico. La sfilata di facciate è quasi militare, l'allineamento dei portici e delle finestre, l'assenza di sporgenze, i pignoni alla fiamminga sono come bicorni di soldati da passare in rivista.
Fu un editto del 1583 di Filippo II di Spagna, quando la regione faceva parte dei Paesi Bassi spagnoli, a decretare l'obbligo di costruire in pietra o mattoni per evitare gli incendi. Un editto che si è trasmesso nel tempo e che è stato sempre rispettato.
Le belle piazze e larghe vie animate si alternano ad angoli più raccolti, stradine selciate e case più modeste. Arras si mostra come una tranquilla città borghese, forse un po' lontana dalla foga rivoluzionaria e infine troppo mortifera di Massimiliano Robespierre che qui nacque.















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