La luna e i falo'

Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra, c'è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti
Cesare Pavese 1949



domenica 30 gennaio 2011

Campo Imperatore

È un luogo che è stato, per tempi immemorabili, fonte di ricchezza, grazie agli immensi pascoli che permettono l'allevamento di greggi. Per questo anche ricche famiglie nobili come i Piccolomini o i Medici di Firenze, attivi nel commercio della lana, avevano qui dei possedimenti.
Dalla Costa Zorlana sulle pendici del Bolza, verso il colle del monte Paradiso e le rocce del Monte Prena
Il secolare sistema della transumanza riempiva in estate i prati con decine di migliaia di pecore, pecore che in autunno venivano spostate, lungo i tratturi, fino al più caldo Tavoliere di Puglia.
Il Monte Scindarella mentre le nuvole nascondono il Corno Grande
D'inverno, a causa della neve, Campo Imperatore è ancora oggi spesso inaccessibile, se si esclude la zona più vicina al Corno Grande, raggiungibile dalla funivia che parte da Fonte Cerreto. Ma, per essere precisi, la stazione di arrivo della teleferica, situata sulla sella tra il monte Portella e lo Scindarella è già al di fuori dell'altopiano che si apre più in basso.
Il fiume di ghiaia della Fornaca e il Monte Camicia
Il territorio del Piccolo Tibet d'Abruzzo (la celebre definizione è di Fosco Maraini) appartiene ai comuni del versante meridionale del Gran Sasso, da L'Aquila a Castel del Monte, passando da Barisciano, Santo Stefano, Calascio. Ma anche i paesi che non sono limitrofi Come Carapelle Calvisio o Castelvecchio posseggono qui striscie di territorio che tagliano la piana verso le vette più alte.
La parte orientale di Campo Imperatore dalla sella del Tremoggia. In primo piano la strada di Fonte Vetica
Chiuso a nord da Brancastello, Prena, Camicia e a sud dal Monte di Paganica, dal Monte Cristo e dal Bolza, l'uniformità di Campo Imperatore è interrotta da colli che si staccano arrotondati e da distese ghiaiose che, a primavera, si trasformano in torrenti capaci di scavare profondi canyon.
 Lo sguardo non riesce ad apprezzare correttamente le distanze, mancano i punti di riferimento, ed anche i suoni sono portati dal vento in modo sorprendente. Nella parte più larga il campo, ad un'altezza media di 1800 metri circa, supera i 15 chilometri, mentre la distanza minima tra le creste della catena orientale del Gran Sasso e i limiti meridionali è di circa 5 chilometri.
Le pinete di rimboschimento, sui bordi dell'altipopiano sono gli unici luoghi boscosi. Solo qualche isolatissimo e striminzito alberello resiste nella piana alle durissime condizioni climatiche.
Monte Tremoggia e Monte Camicia con la pineta di rimboschimento
Le tradizione vuole che il nome di Campo Imperatore sia un omaggio a Federico II. In questo senso si trovano altre varianti: Campo dell'Imperatore, Campo Imperiale, Pian d'Emparatore, Compradore...
Verso Monte Guardiola e la Montagnola. La strada per Vado di Sole taglia in diagonale la montagna
 Francesco De Marchi, nella cronaca della sua famosa prima ascensione sul Corno Grande, chiama l'altopiano Campo Radduro:
Poi per levante e ponente vi è una pianura nominata Campo Radduro nella sommità d’altissimi monti, la quale è lunga dodici miglia, e in alcun luoco larga due miglia, et nel più stretto è un miglio e mezo, dove son Fonti d’acque buonissime e laghetti fatti dalla dette Fonti.
Le praterie davanti alle rocce del Prena
 In tra l’altre vi è la Fonte di S.to Stefano, e quella della Massina che ann’acqua assai e buonissima. In questa pianura vi vengano gran quantità di Bestiame à pascolare, massime pecore. Dico che passano sessanta o sett’anta mila pecore che qui vengano à pascolare. Cominciano ad entrare il dì di San Giovanni, e vi stanno per tutto luglio, poi bisogna partire per lo gran Freddo che vi fa. Questa pianura trà altissimi monti fa un bellissimo vedere. Quando i pastori vi sono con gli animali à pascolare par d’esser’uno esercito grossissimo à vedere tante capanne e tante tende, massime la sera quando tutte anno acceso i Fuochi; poi à vedere le mora di pecore, capre, cavalle, vacche, e buovi, dico che è cosa rarissima da vedere si come si puol considerare nel disegno. 

Monte Capo la Serra e Monte Bolza chiudono a sud il Campo
Ma forse, più prosaicamente, il nome è semplicamente una deformazione dal dialettale campo impretato, così detto per la sua conformazione, pieno di pietre, prètə appunto.

3 commenti:

  1. complimenti... sito leggero e poteico

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  2. Da aquilano a 3.000 km da casa, questa pagina mi fa venire una saudade terrificante...
    Complimenti! ;-)

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