La luna e i falo'

Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra, c'è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti
Cesare Pavese 1949



lunedì 5 giugno 2017

Normandia, Calvados

Ancora in Normandia, questa volta nel Calvados.
Terra ricca di Storia. I Vichinghi (gli uomini del nord che dettero il nome alla regione) arrivarono qui per la prima volta nell'841 e risalirono la Senna con i loro drakkar.
Da qui ripartirono i loro eredi, guidati da Guglielmo il bastardo, nel 1066 per conquistare l'Inghilterra. Guglelmo divenne re – e poté cambiare l'epiteto in conquistatore – dopo una sorprendente epopea culminata nella battaglia di Hastings.
Da qui partirono Umfredo e il suo fratellastro Roberto il Guiscardo per conquistare il sud dell'Italia.
Normandia, una regione dai molti volti.
Partiamo dalla costa. Si alternano alte scogliere e larghissime spiagge. Le vestigia del Vallo costruito dall'esercito tedesco e i nomi delle spiagge: Utah, Omaha, Sword, Juno e Gold ricordano lo sbarco del 6 giugno 1944 e la cruenta battaglia che seguì.
Ad Arromanches, un paesino di 600 abitanti, i turisti curiosano attorno alle casematte, abbandonate al loro destino tra mare e terra. Un museo -quasi ogni borgo ha il suo- raccoglie i cimeli dell'epoca e i negozi vendono souvenir ai numerosi turisti inglesi.
Una giostra con cavalli di legno diverte i più piccoli e sparge attorno ad essa melodie d'altri tempi.
Nei giardinetti comunali un cannone tedesco attira la curiosità di bambini e adulti che gli girano attorno con aria affascinata leccando un gelato à l'italienne.
Non lontano da Arromanches, seguendo la costa verso ovest, Longues sur mer conserva anch'essa una batteria tedesca, ancora puntata verso il mare.
Più interessante è però la falesia di Marigny, spettacolare dirupo di sessanta metri. Il sole al tramonto accentua i toni caldi delle rocce mentre in basso la spiaggia merita il nome che le è stato dato di Caos.

Pietre di tutte le dimensioni, più o meno levigate dalle onde; contrasti di colore tra il blu dell'acqua, il verde delle alghe, il rosso delle rocce ferrose e il nero dell'ardesia.

Paesaggio in continuo movimento; negli inverni più rudi le mareggiate
si aggrappano alla parete e la pioggia si infiltra staccandone ampie porzioni. Nel 1981 mille metri di roccia, su un'altezza di trenta metri sono precipitati sulla spiaggia sottostante.
Oggi il
Caos e frequentato da pescatori a piedi che raccolgono nei loro secchi i frutti di mare lasciati allo scoperto dalla bassa marea. Ma il luogo non è di facile accesso, bisogna scendere una stretta stradina a tornanti, e resta così poco frequentato.

Nessun commento:

Posta un commento