La luna e i falo'

Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra, c'è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti
Cesare Pavese 1949



domenica 11 novembre 2018

Viaggio nel Delfinato 1


Lasciata la valle del Rodano nei pressi di Montelimar, prendiamo la strada che si dirige verso est, in direzione di Gap. I vigneti sono ancora numerosi e, ai lati della strada, le insegne delle cantine espongono le denominazioni dei crus dei vini del posto: Côtes du Rhone piuttosto solidi e strutturati.
Attraversiamo Nyons, conosciuta non solo per le sue olive e per l’olio che se ne ricava ma anche per il suo clima mite: è soprannominata “la piccola Nizza” perché soleggiata come la città della riviera.
Per questo è stata nel passato una località di villeggiatura molto alla moda e reputata da benestanti turisti parigini e del nord Europa.
Quei tempi fasti sono ormai lontani ma la cittadina ha ancora una certa vivacità e il suo mercato settimanale è uno dei più grandi e reputati della regione. Le stradine del centro storico si stringono attorno ad una sorprendente torre-campanile mentre più in basso gli spazi si allargano in una successione di piazze tra le quali quella dell’antico mercato è circondata da portici.
Al limite del centro storico un ponte detto “romano” (in realtà risalente al XV secolo) è diventato uno dei simboli della città.

Poi, dopo aver attraversato Nyons, le vigne e gli uliveti finiscono mentre restano gli albicocchi, la cui produzione si è sviluppata nella regione. La strada segue, risalendolo, il corso dell’Eygues, affluente del Rodano. Siamo nelle Baronnies, nel sud del dipartipento della Drôme, la cosiddetta Drôme provenzale.
Nel corso delle ere passate il fiume ha scavato la roccia, creando canyon e meandri di sorprendente bellezza.
A tratti la strada passa tra alte pareti, aggirando speroni rocciosi dalle faglie ondulate e stratificate come pasta sfoglia.
Tra l’XI secolo e il 1349, anno della sua annessione al regno di Francia, il Delfinato era uno stato del Sacro Romano Impero. Fondato dal conte di Albon, castello a sinistra del Rodano, oggi incluso in questo stesso dipartimento della Drôme, il Delfinato si estendeva a sud fino alla Provenza e a est fino alle Alpi, inglobando Bardonecchia e Fenestrelle. L'origine dello strano nome è aneddotica: tra i conti di Albon molti avevano come secondo nome Dauphin, decisero così di chiamare Delfinato il territorio da essi controllato e Delfino il principe che lo amministrava. Quando il Delfinato fu annesso al regno di Francia si prese l’abitudine di assegnare all’erede al trono questa contea e di dargli quindi il titolo di Dauphin.
Continuiamo il nostro viaggio seguendo il percorso del fiume. Dopo il paesino di Sahune entriamo in una gola lunga quasi otto chilometri che si snoda in curve e controcurve fino ad arrivare a Saint May.
Saint May appare in alto, sulla sella di uno sperone roccioso che domina il fiume. Siamo a meno di 400 metri sul livello del mare ma il paesaggio appare erto e montagnoso. Più che un paese Saint May è un villaggio, immagine da presepe.
Per raggiungerlo bisogna superare un ponte e aggirare la falesia su cui l’abitato è costruito.
Sessanta milioni di anni fa i movimenti tellurici hanno provocato lo schiacciamento degli strati rocciosi che oggi possiamo osservare in straordinari disegni.

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